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News arrow News arrow Finanza arrow Piano casa: regione per regione il provvedimento per rimettere in moto l'economia italiana
Piano casa: regione per regione il provvedimento per rimettere in moto l'economia italiana PDF Stampa E-mail
Il provvedimento, su scala nazionale, dovrebbe entrare in vigore entro l'agosto prossimo, intanto ci pensano i governatori ad approvarlo con distinguo


Tempo un paio di mesi e dovrebbe finalmente entrare in vigore a tutti gli effetti il piano casa, annunciato nei mesi scorsi dal Governo come uovo di colombo per far risorgere l'Italia dalla crisi, ripartendo proprio da quel comparto, l'immobiliare, accusato di essere stato la causa del tracollo dei mercati.
Ad anticipare i contenuti del provvedimento le Regioni, che in ordine sparso, secondo le indicazioni ricevute nei mesi scorsi da Palazzo Chigi, hanno già fatto propri i dettami del decreto convertendoli in legge.
L'aumento delle cubature va dal 20% al 35%, limite massimo consentito in caso di demolizione e ricostruzione di abitazioni mono e bifamiliari.
La prima in ordine cronologico a dotarsi di una legge è stata la Toscana, che ha però deciso di non estendere il bonus per costruzioni condonate o situate all'interno di centri storici. Di manica larga nel recepire il provvedimento la Lombardia, regione simbolo per lo schieramento di centrodestra, dove la sostituzione edilizia potrà riguardare sia le aree storiche che quelle di rilievo nataralistico-ambientale.
In più per verrà data per quei Comuni che l'avevano richiesto, la possibilità di garantire raddoppio dell'ampliamento delle abitazioni, passando quindi dal 20 al 40%.
In Piemonte la legge, deliberata dalla Giunta, attende il vaglio del Consiglio, in questo caso però la possibilità di fare ampliamenti o costruire in deroga ai piani regolatori sarà garantita solo in caso di costruzioni a basso impatto energetico.
Nella Provincia autonoma di Bolzano ogni decisione è riservata alla Giunta mentre in Veneto l'ampliamento in seguito a ricostruzione è consentito fino al 40% se vengono utilizzate fonti energetiche rinnovabili.
Abbastanza complicato il meccanismo di attuazione deciso In Friuli Venezia Giulia dove gli ampliamenti sono previsti fino al 10% avvengono con una procedura semplificata mentre chi chiede un aumento volumetrico superiore, fino al 20%, sarà costretto a presentare una DIA (Dichiarazione di Inizio Attività).
Se in Lombardia, come si diceva poc'anzi sono stati manica larga al contrario in Emilia Romagna, da sempre feudo del Centrosinistra, il piano casa è stato improntato secondo parametri molto rigidi.
Una via diversa è stata scelta dall'Umbria dove alla base dell'azione della regione c'è l'obiettivo del miglioramento dell’efficienza energetica, alla quale saranno subordinati gli incrementi volumetrici.
Mentre nel Lazio il discrimine per poter aggiungere una stanza alla propria casa sarà il rispetto dei vincoli paesaggistici.
Fortunati infine i cittadini siciliani che oltre all'incremento del 20% secondo le prime indicazioni del Governo, potranno godere di un ulteriore 5% in più qualora decideranno di avvalersi di fonti di energia rinnovabile.
Questo per quanto attiene gli immobili mono e bifamiliari, visto che in andando a spulciare tra le leggi regionali approvate o in corso di approvazione si scopre come le regioni in molti casi sono state di manica larga, prevedendo anche i condomini.
E' il caso di Campania, Piemonte e Umbria dove il provvedimento è stato esteso anche per immobili che contengono qualche ufficio o negozio.
In Veneto saranno ammesse la demolizione e la ricostruzione di capannoni e stabilimenti.
La Lombardia si è spinta fino a far rientrare nel piano casa anche le parti inutilizzate degli edifici esistenti.
Questo vorrà dire che rustici o capannoni, situati nei centri urbani, potranno essere convertiti a uso residenziale.
In questo caso più che mai, come ha dichiarato il premier Berlusconi, sarà necessario se non addirittura indispensabile affidarsi al buon gusto degli italiani.
Starà a loro non cadere in tentazione e trasformarsi in palazzinari, con la scusa di dover ampliare casa per il figlio che si sposa.

 
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