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La scala per spazi piccoli
La scala a chiocciola è l’ideale, perché permette di raccordare più piani con il minimo ingombro: si avvita a spirale, sovrapponendo a volte i gradini, consente il giusto appoggio del piede, occupando la minima superficie nella pianta locale, da un diametro di 120 centimetri. Un’altra soluzione è la scala con pedate alternate; o scale rettilinee a forte pendenza.
La scala per spazi medi
La giusta pendenza è qui dai 20 ai 30 gradi, con un’alzata ideale di 16 o 17 centimetri e una pedata tra i 29 o 31 centimetri. La forma più adatta è quella a giorno rettilinea, sia su un’unica rampa, sia a C a L o a U, con o senza pianerottolo intermedio, preferibilmente su una parete perimetrale, e quasi mai al centro, perché consumerebbe più spazio.
La scala per grandi ambienti
In questo caso si raggiunge una pendenza tra i 20 e i 30 gradi, fino arrivare alla minima pendenza per gradoni dal grande impatto visivo. La pedata diventa molto profonda e il gradino largo fino a 120-130 centimetri. Si può giocare con grandi scale a spirale, rettilinee, o elicoidali. Qui la scala fa veramente da protagonista. Consigliabile però raccordarla con l’ambiente, per creare un effetto continuo, come se fosse il prolungamento del pavimento. |